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Una nuova illuminazione per la restaurata basilica di San Leone - Illuminazione Arte e cultura iGuzzini
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Dettagli sul progetto
La basilica di San Leone è la chiesa madre di Assoro, antichissimo centro siculo-ellenistico. La tradizione la vuole eretta nel 1186 ed è stata dichiarata monumento nazionale nel 1933.

La sua evoluzione architettonica è caratterizzata da una ricostruzione totale nella fine del XV secolo in chiaro stile gotico- siciliano e dall’intervento di totale riconfigurazione estetica con stucchi del XVII-XVIII sec. probabilmente a seguito del danneggiamento da sisma del 11 gennaio 1693.

 Ordini religiosi, confraternite, la “libera universitas” assorina, ma soprattutto il mecenatismo della famiglia nobiliare dei Valguarnera, hanno contribuito all’arricchimento artistico ed alla formazione della sua configurazione architettonica attuale, costituendo un eccezionale palinsesto che lo storico locale, padre Giovanni Golfo, ha così efficacemente definito:

Tutta la Basilica una sintesi armoniosa d’oriente bizantino,d’occidente latino, d’influssi normanni nordici e di reminescenze meridionali (di Sicilia, Catalogna e mondo saraceno). La Basilica assorina, come tutta la Storia di Sicilia, lo specchio di tutte le civiltà sintesi di tutte le Arti.

(“Basilica San Leone Assoro ”di Giovanni Gnolfo , a cura di Giuseppe Nigrelli, Novagraf, Assoro, 1989)

La pianta è composta da tre navate e tre absidi, doppio transetto (ampliato con navatelle laterali e cappelle) mediati da gradinate. Definisce la copertura delle navate un eccelso tetto ligneo a capriate e dipinto. Volte a crociera con costoloni coprono le absidi e le navatelle. Archi a sesto acuto sostenute da colonne tortili definiscono le navate. Un claristorio a Sud, conformato a tromp l’oeil a nord, conclude l’alzato. Connota la facciata esterna un grande portale modanato a sesto acuto ed un rosone su cui si imposta il timpano con un bassorilievo dedicato al titolare San Leone. Si annota infine un campanile a quattro ordini, di cui il primo caratterizzato da un portale con arco gotico, e compagine muraria che da conto delle vicissitudini estetiche e strutturali secolari. Caratterizza il lato meridionale un portico, mentre a Nord è presente l’Oratorio del Purgatorio del XVII secolo, a cui è sottesa una cripta paleocristiana.

Al suo interno vi sono pregevoli opere d’arte che danno ulteriore conto dell’arricchimento ed delle vicissitudini cultuali e storico-artistiche del monumento, fra cui emergono le opere di scuola Gaginiana specie nella zona absidale dove si apprezzano i sepolcri marmorei cinquecenteschi di Ponzio, Vitale e Giacomo Valguarnera, e una grande pala d’altare. Inoltre altari settecenteschi in marmi mischi e altri sepolcri nobiliari seicenteschi. Ed ancora, un grande crocifisso ligneo Gaginesco, due crocifissi lignei dipinti del XVI sec. di cui uno pensile e bifacciale, numerose tele dal XV al XIX secolo, una croce processionale in argento e smalti di Vincenzo Archifel. Dipinti murali del XV, XVI, XVII e XVIII sec., stucchi del XVII e XVIII sec( in parte ricomposti nei restauri del XX sec.)- Per finire eccelse statue lignee dal XV,al XIX secolo. Vari arredi sacri e liturgici di eccelsa fattura.

Nel corso degli anni la Basilica è stata sottoposta a vari lavori di consolidamento e di restauro. Quello appena concluso si è mosso sulla base di un attenta progettazione e veste grafica, con schede specifiche per ogni settore supportate da molteplici analisi preliminari e dagli studi dei documenti esistenti, nonché con il conforto delle precedenti esperienze di interventi sul monumento,.

Dal punto di vista progettuale la ricchezza dell’apparato decorativo della basilica di San Leone ha richiesto una valutazione specifica, condotta individuando i diversi periodi storico artistici e i differenti materiali e tecniche di realizzazione degli stessi beni. Le condizioni di degrado, nel complesso, oltre a problemi endemici di umidità ambientale, denunciavano l’assenza di una corretta manutenzione delle opere artistiche e la stratificazione degli effetti di usanze e rituali. In particolare, nei secoli scorsi e fino a qualche decennio fa, la basilica era illuminata da una grande quantità di ceri votivi di grande dimensione. Il fumo prodotto dalla combustione dei ceri si è depositato su tutte le superfici decorate, stucchi, affreschi, marmi, soffitto ligneo.

Al fine di riscontrare le notevoli risultanze scientifiche di un dignitoso restauro si è approfondito il sistema di illuminazione, pertanto, durante i lavori è stata redatta una perizia di variante dove è stata predisposta un specifica illuminazione artificiale. Ora, dunque, l’illuminazione realizzata con proiettori iGuzzini, prevalentemente a LED, enfatizza i colori ritrovati, le spazialità, i volumi le superfici, senza nulla togliere al fascino della stratificazione storica e da giusto conto di scenari diversificati con peculiari valori artistici, architettonici, cultuali e liturgici. Tra tutti risulta essere notevolmente efficace l’illuminazione contemporanea e giustapposta del tetto, della zona absidale e relative opere d’arte, con atmosfera prossima a quella naturale (assicurata in origine dalle monofore) che aiuta il raccoglimento e la preghiera. Notevole effetto infine è anche quella d’insieme che enfatizza la gioia Barocca degli stucchi, e dei decori, e nel contempo rimanda alle opere d’arte mobili. In sintesi il giusto riscontro al “genius loci” del palinsesto della basilica delle varie epoche e dei vari stili.

Crediti
  • > Committente
    • Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna
  • > Progetto originario
    • arch. Raffaello Di Mauro
  • > Progetto di Variante e Direzione lavori
    • Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna – arch. Angelo Giunta
  • > Fotografo
    • Gianluca Scalia
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